Una mattina ostaggio della Moratti

22 marzo 2011 di fabio pizzul

In un sussulto civico-ecologista questa mattina ho scelto di utilizzare il bike sharing di Milano.
Alle 8.05 ho posteggiato il mio scooter davanti al Pirellone e, per raggiungere il centro, ho regolarmente prelevato una bicicletta in Piazza Duca D’Aosta. Piacevole il tragitto fino in piazza Santo Stefano (un po’ rumorosa la bici sul pavè di via Manzoni) dove, alle 8.20, ho ricollocato la bici nello stallo.
Svolte le commissioni previste, alle 9.08 ho tentato di prelevare una bicicletta presso il parcheggio di via Arcivescovado. Avvicinata la tessera al display, ho visto comparire un messaggio che mi informava che non potevo ottenere il mezzo richiesto perché ne stavo già usando uno.
Un po’ perplesso, sono tornato al parcheggio di piazza Santo Stefano per verificare l’aggancio della bici da me restituita. Lì il panello elettronico mi ha “regalato” altri 15 minuti per raggiungere un altro posteggio, visto che gli stalli erano al completo. Peccato che io non potessi più usare la bicicletta, visto che era regolarmente fissata là dove l’avevo collocata. Non mi restava che chiamare il numero verde ATM. Quasi 15 minuti di attesa e… Mi ha risposto il gentile e incolpevole Luca al quale ho spiegato l’imbarazzante situazione. Verificato l’aggancio della bicicletta da me utilizzata, Luca mi ha ribadito che il sistema mi considerava ancora impegnato nell’utilizzo del mezzo e ha segnalato l’anomalia alle squadre di assistenza e manutenzione. A quel punto, avrei dovuto attendere l’arrivo del furgone per vedermi sbloccata, dopo 5 minuti, la tessera. Conclusione: mi sono recato a piedi in piazza Duomo per raggiungere la Centrale con la M3.
Alle 9.52 sono uscito su piazzale Duca D’Aosta dopo aver più volte visto sui muri del mezzanino l’immagine sorridente del sindaco che mi spiegava, inforcando una delle bici del bike sharing, come stesse lavorando per rendere più facile ed efficiente il trasporto pubblico di Milano.
Un incidente di percorso può sempre capitare, ma mi sono proprio sentito ostaggio della Moratti.

E per fortuna che mi sono accorto dell’inghippo, altrimenti avrei rischiato di vedermi addebitato sulla carta di credito 150 Euro, ovvero l’importo relativo al “furto” della bicicletta. Va’ a capire poi come avrei potuto recuperare l’importo dimostrando la mia “innocenza”.

Un commento su “Una mattina ostaggio della Moratti

  1. Anna Maria Contursi

    bravo Fabio! è così che possiamo sconfiggere l’avversario politico: smarcandolo, con grazia e senza show massmediatici, sulle cose che ci “vendono” come ottime ma ottime non sono! è questa la buona politica. mi riferisco, più che al contenuto del tuo articolo, al tuo modo di porgere il fatto. grazie e…. continua così.

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