Contro il declino dell’hi-tech

1 marzo 2011 di fabio pizzul

Consiglio comunale aperto ieri sera a Cassina de’ Pecchi per discutere della vicenda di Nokia Siemens e Jabil.
Il sito produttivo cassinese negli anni ’70 ospitava 5000 addetti, ora ridotti a poco più di 1000. Le prospettive non sono chiare, con ipotesi di trasferimento e annunciate volontà di eliminare da Cassina tutta l’attività di ricerca e sviluppo che ha portato in questi anni l’azienda a diventare un punto di riferimento mondiale per le comunicazioni radio. I segnali non sono confortanti: Nokia Siemens ha cancellato negli ultimi due anni gli stage che garantivano un collegamento virtuoso con il mondo universitario e ha bloccato il turn over degli ingegneri ricercatori che, appena possono, vanno altrove. A questo si aggiunge il fatto che da tre anni non vengono presentati dall’azienda piani industriali che vadano oltre i tre mesi.

Il sindaco di Cassina D’Amico (parlamentare della Lega) ha letto una lettera del ministro alle attività produttive Romani che annuncia un incontro a Roma per il 3 marzo con sindacati e azienda, ma la sensazione è che da parte di Nokia ci sia la netta volontà di limitare alla dimensione commerciale le attività del sito di Cassina abbandonando così la ricerca e lo sviluppo.
Sarebbe opportuno che arrivassero però segnali chiari almeno su due fronti: la tutela dell’occupazione e delle altissime competenze tecniche del sito produttico e la difesa della destinazione dell’area, affiché non divenga oggetto di speculazione edilizia o di operazioni commerciali.

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