Il dovere di dire basta

15 gennaio 2011 di fabio pizzul

Leggo con grande sconcerto e sconforto quanto i giornali scrivono sulla vicenda che vede il Presidente del Consiglio indagato per concussione e prostituzione minorile. E’ chiaro che chi non è ancora stato sottoposto a giudizio è da considerare innocente, è anche vero però che il gorgo in cui viene catapultato l’intero mondo che ruota intorno alla politica è davvero imbarazzante. Ieri uscendo verso mezzogiorno dalla sede del Consiglio, mi sono trovato davanti un paio di amici operatori televisivi che, avendomi visto nell’obiettivo della telecamera, si sono fermati e scuotendo la testa mi hanno detto; “ma dove sei finito?”.
Una bella domanda. Spero che la magistratura dimostri che non c’è nulla di vero e che è solo una grande montatura, ma il fatto stesso che si sia giunti a questo punto indica che il livello di guardia è ormai superato da tempo. Possibile che nessuno sia in grado di dire: basta!
E’ ovvio che ciascuno nella sua vita privata si comporta come crede e che nessuno ha il diritto di andare a ficcare il naso nei suoi fatti privati, non vorrei però che il nostro Paese sia definitivamente piombato in un clima “vittoriano” dove, dietro una facciata linda, pulita e impeccabile, troviamo tutto il marciume etico e morale possibile.
La politica non deve sfruttare le vicende giudiziarie private come strumento di delegittimazione, ma chi ha a cuore il futuro di questo nostro Paese in chiave sociale ed educativa ha il dovere di far sentire la propria voce di fronte a situazioni e comportamenti che rischiano ormai di essere considerati come normali, ma che di normale, secondo il mio modesto parere, non hanno proprio nulla.
Un’ultima amara considerazione. In giorni in cui siamo invitati a celebrare la memoria di molti nostri connazionali che hanno avuto addirittura il coraggio di morire per un ideale come la liberazione della propria patria e a ricordare gli immensi dolori della Shoa, vedere le pagine dei giornali piene di ‘ste robe mi fa molto, molto male.

4 commenti su “Il dovere di dire basta

  1. cristina

    Cosa dicevi Fabio il 1° gennaio? Speriamo di non dover aprire questi tristi capitoli ogni 15 giorni!! Speriamo che ogni tanto anche i vari politici vicini al Presidente del Consiglio la smettano di credere pure loro alla ‘calunnia persecutoria’ .
    2 segni positivi: le intercettazioni ancora esistono e il legittimo impedimento vacilla.
    1/2 speranza: il PD dà segni di uniformità…così pare nei tg (neanche in tutti,e non se si parla di fiat, ma pazienza).
    Noo? Non è così?!

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  2. ettore

    Il costrutto preferito oggi a sinistra è:
    “e’ vero…ma è anche vero che…” ; “questo sì…ma anche…”.
    Il caso Fiat docet.
    Rilegga il suo articolo: è in linea con la tradizione ossimoresca o cerchiobbotista.
    Ma non siete mai capaci di prendervi la responsabilità di dire una cosa chiara?
    Ettore Coppola

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  3. Anna Maria Contursi

    Caro Fabio, tutto ciò è il frutto di un preciso disegno che proprio l’attuale presidente del consiglio ha scientemente preparato attraverso i messaggi delle sue televisioni. il problema è che sono gli Italiani così come hai descritto, non solo Berlusconi il quale non ha fatto che esaltare il peggio sapendo che questo gli sarebbe tornato utile. Ma come spezzare questa catena? “educazione”, secondo me, è la parola d’ordine ed in questo i vescovi hanno visto lungo. sempre che poi non scivolino sulla presunzione di avere loro la verità in tasca su questo argomento(vedi ed sessuale & C)!

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  4. Fabio Pizzul

    Caro Ettore,
    devo pur adeguarmi un po’ al cerchiobottismo, se mi distinguo troppo corro il rischio che mi caccino… 😉

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