Un bilancio altamente simbolico

22 dicembre 2010 di fabio pizzul

E così la Lombardia può contare sul bilancio di previsione per il 2011. Il Consiglio regionale lo ha approvato ieri con 44 voti a favore e 30 contrari.
Un atto importante, che ha provocato anche l’inusuale presenza in aula del presidente Formigoni che si è presentato per il voto finale alle 17.20 e ha dovuto presenziare fino alle 17.27, ora di fine della sessione. Per la cronaca, il consiglio ha discusso di bilancio per due giorni (complessive 11 ore) con Formigoni ufficialmente sempre presente, almeno a livello di firma per la diaria.
La maggioranza descrive il bilancio in questione come un bilancio niente affatto scontato e, anzi, coraggioso, a fronte dei pesanti tagli provenienti dal Governo (1 miliardo e 200 milioni tra mancati trasferimenti e limiti per il Patto di stabilità). Mi permetto di chiedere dove stia tutto questo coraggio in un bilancio che viene esplicitamente definito come caratterizzato unicamente da spese obbliogatorie, ovvero determinate da leggi o impegni già in atto e da cofinanziamenti da cui la regione non può sottrarsi.
Calcolate queste spese obbligatorie, in realtà, i soldi non sono finiti, ma la Giunta, invece di indicare i capitoli in cui intenderà impiegarli, ha deciso di concentrarli in due fondi, denominati “patto stabilità” e “ripresa economica” per la parte corrente che potrà contare su 137,5 milioni di euro e “patto stabilità territoriale” e “patto stabilità sociale” per quella in conto capitale, forte di 306 milioni di euro. La Giunta potrà utilizzare questi soldi e gli altri provenienti da eventuali risparmi o nuovi trasferimenti dallo Stato, a propria discrezione per finanziare questa o quella politica, con buona pace della funzione di indirizzo che il Consiglio regionale, in quanto organo rappresentante dei cittadini, dovrebbe avere. Ecco la dimensione simbolica di questo bilancio: tutto si accentra nelle mani della Giunta che deciderà che cosa e come finanziare. E’ vero che Formigoni è stato ri-quadri-eletto dal popolo, è altresì vero che la democrazia ha le sue regole e i suoi necessari passaggi e contrappesi che non possono diventare solo formali.
Scusate lo sfogo idealista.
Passo a qualche considerazione più biecamente numerica per darvi un’idea di quello che avranno a disposizione i diversi assessorati.
L’assessorato all’ambiente passa dai 78,9 milioni del 2010 ai 37,2 del 2011.
L’assessorato allo sport per le spese correnti passerà dagli 8,1 milioni del 2010 agli 0,2 del 2011. A questo punto, ha ancora senso avere un assessorato?
L’assessorato alla cultura passa da 31,7 a 12 milioni di euro.
L’assessorato all’istruzione e alla formazione da 484 a 451 milioni (con un’unica voce in incremento, quella per il buono scuola).
L’assessorato alle attività produttive da 178,1 a 136,3 milioni.
Ovviamente ogni assessorato potrà avere soldi aggiuntivi derivanti dai fondi di cui ho parlato prima, ma questo avverrà a discrezione dell’assessorato al Bilancio e, dunque, del presidente della Regione.
Nulla di scorretto, s’intende, ma si tratta di una scelta altamente simbolica e rivelatrice di una tendenza all’accentramento che in Lombardia si è andata via via manifestamdo in modo sempre più chiaro.

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