La politica e le ragioni del cuore

5 dicembre 2010 di fabio pizzul

Giovedì sera a Gaggiano (nell’abbiatense) ho partecipato, con la consigliera provinciale Bruna Brambilla, a un incontro dedicato alla riforma federale dello stato e alle sue conseguenze sugli enti locali. La serata, organizzata dal locale circolo del PD, ha visto la partecipazione di una trentina di persone. Come al solito, la parte più interessante è stata quella dedicata al dibattito, con varie sollecitazioni da parte dei presenti.
Fin qui tutto secondo un apparentemente stanco copione di tanti incontri a cui ogni settimana partecipo sul territorio. A Gaggiano, però, sono state lanciate alcune provocazioni tutt’altro che banali: almeno tre dei presenti hanno criticato l’eccessivo tecnicismo degli interventi che avevano sentito e la troppa specificità del tema affrontato. 
D’istinto avrei voluto rispondere spiegando che il tema non l’avevo scelto io, ma mi era stato affidato dagli organizzatori e che per poter ragionare correttamente sul federalismo era necessario conoscere adeguatamente i provvedimenti che erano stati annunciati (soprattutto dalla Lega) e gli esiti fin qui effettivamente raggiunti. Al di là dell’istinto difensivo e autoconservativo che scatta di fronte alle critiche, mi pare però che il messaggio degli amici gaggianesi sia da prendere in seria considerazione. Mi spiego parlando in prima persona, ma la riflessione potrebbe essere molto utile per l’intero PD.
Ho la tentazione di affrontare i vari temi politici che mi si presentano con un grande impegno dal punto di vista tecnico: è importante conoscere i numeri, i commi delle leggi e tutte le possibili implicazioni amministrative. Tutte cose necessarie, anzi doverose, ma nella relazione con i cittadini non ci si può fermare a questo. E’ necessario spiegare loro le ragioni di scelte politiche che non sono obbligatorie o inevitabili, ma che derivano da una concezione di società ben precisa. Se mi limito a investire di dati e tecnicismi il già distratto e sfiduciato cittadino, non farò altro che allontanarlo ulteriormente da una politica pare diventata solo tecnocrazia. Gli elettori (anche quelli che finora hanno creduto nel PD) chiedono motivi per fidarsi e per sognare tempi migliori più che aridi numeri e tabelle. La fredda logica dei numeri viene regolarmente sconfitta dalla capacità di regalare un po’ di speranza (provate a leggere in questo senso il confronto tra Bersani e Vendola…).
Di questi tempi in politica c’è chi parla alla pancia (Lega), chi preferisce rivolgersi al portafoglio (Pdl) e chi si rivolge alla testa (PD). Scommettiamo che alla lunga vincerà chi saprà toccare anche quella strana, misteriosa e potentissima parte dell’essere umano che è il cuore?
Mi fermo qui, anche perché sento in lontananza le note della banda cittadina che passa per le vie del paese per la “piva”, ovvero gli auguri di Natale. Un salutare richiamo alla realtà… Quella del cuore!

Un commento su “La politica e le ragioni del cuore

  1. roberto carnesalli

    Sono d’accordissimo (e vedo che anche lì la partecipazione non è tanta…)
    Tanto d’accordo che puoi guardare: cuoredilombardia.it

    Replica

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