Stazione Rogoredo: errori d’architetto

2 dicembre 2010 di fabio pizzul

Snodo di collegamento a sud di Milano tra ferrovia, metropolitana e passante ferroviario, la stazione di Rogoredo in veste moderna ha radici lontane. Il suo sviluppo è legato intrinsecamente a quello del quartiere, che un tempo ospitava industrie quali l’acciaieria Redaelli e la Montecatini. Negli ultimi vent’anni è stata ampliata e modernizzata, ma con qualche errore (guarda il video). Per prima cosa ha i servizi rivolti verso il centro città, mentre i pendolari arrivano per lo più dall’altra parte della stazione, dove ad accoglierli c’è un incrocio d’infelice attraversamento pedonale realizzato insieme al recentissimo palazzo di Sky, ancora senza parcheggio – nemmeno per le biciclette. Nei sottopassi è difficile tenere aperti gli occhi per il vento che tira nelle giornate invernali, a causa di un sistema di aperture evidentemente non realizzato correttamente. La segnaletica, soprattutto quella del passante ferroviario, non è facile e né intuitiva. L’illuminazione e la manutenzione della pulizia della rampa per carrozzine è insufficiente. Quando piove o nevica, le scale che permettono l’accesso alla stazione dal lato più frequentato dai pendolari diventano pericolosamente scivolose e la pensilina non è abbastanza lunga per coprirle a sufficienza. Attorno alla stazione, il degrado della cascina Palma, i cui lavori di riqualificazione si sono arenati da qualche anno, e la drammatica situazione di Santa Giulia non offrono al quartiere l’opportunità di crescita e sviluppo che le sue infrastrutture permetterebbero – siamo, tra l’altro, all’incrocio delle tangenziali est e ovest, e vicino all’aeroporto di Linate.

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