Regione Lombardia, lo sport per tutti: solo e sempre fiction?

1 dicembre 2010 di fabio pizzul

Un video-spot della durata di 30 secondi e oltre centomila pieghevoli diffusi a partire dal 3 dicembre.
Così la Regione Lombardia intende promuovere lo sport.
La campagna “Regione Lombardia, lo sport per tutti”, per un mese, sarà presente in 114 sale cinematografiche del circuito Uci Cinemas Lombardia (per un totale di 20.100 proiezioni) e in 29 stazioni delle Ferrovie Nord (4.256 passaggi) verrà proiettato uno spot che descrive per immagini il valore della pratica sportiva come strumento di crescita per ogni persona. Attorno agli stadi di Milano e Brescia, sempre per il mese di dicembre, saranno inoltre collocati i pannelli illustrativi della campagna in occasione delle partite di serie A.
Tutto molto bello, verrebbe voglia di dire, ma qual è la reale situazione dello sport in Lombardia? Se da parte dell’assessore c’è il bisogno di “marcare il territorio” dello sport, forse il problema è più grande di quanto potremmo pensare: se non fosse per l’impegno e i sacrifici delle migliaia di realtà sportive amatoriali sparse in tutta la regione, la situazione sarebbe sull’orlo del collasso.
L’iniziativa di comunicazione presentata Palazzo della Regione, dall’assessore regionale allo Sport e Giovani, Monica Rizzi rischia di essere un grande tappeto comunicativo sotto il quale nascondere la polvere di una politica regionale largamente insufficiente.
Non voglio però appropriarmi del bartaliano “tutto sbagliato, tutto da rifare” e mi auguro che la campagna sia l’inizio di una nuova politica sportiva regionale.
Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Lombardia, Piarangelo Santelli e diversi atleti disabili premiati dall’assessore che ha dichiarato: “Per noi lo sport deve essere considerato come strumento di formazione della persona, di socializzazione, di benessere individuale e collettivo, di incontro e di miglioramento degli stili di vita. Solo valorizzando la funzione sociale delle attività sportive, riusciamo a promuovere lo sviluppo dello sport anche come strumento di prevenzione, cura, riabilitazione e benessere psicofisico di tutti. E’ questa la ratio della nuova campagna di promozione dell’attività sportiva”.
Le intenzioni dell’assessore sono ottime e, secondo mio costume, le do ampio credito, ma… la aspetto al varco, come sto facendo riguardo l’istituzione della Consulta Lombarda per lo Sport, promessa vari mesi fa e ancora nel librone delle idee.

2 commenti su “Regione Lombardia, lo sport per tutti: solo e sempre fiction?

  1. Mario

    ….cominciamo da una regolamentazione degli accessi agli impianti per le società sportive di base sostenibile da un punto di vista burocratico e dei costi (evitiamo il proliferare di società come Milanosport), soprattutto per chi fa sport a livello entry level. Secondo: sviluppiamo, radichiamo e sosteniamo il concetto di volontariato sportivo: in molte società questo è già un dato di fatto, ma va accompagnato con programmi educativi per allenatori, dirigenti ed accompagnatori…meno permessi per i centri di fitness, più palestre e impianti sportivi, meno personal trainer, più allenatori ed istruttori di base!

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  2. Davide

    Promuovere lo sport è sempre una cosa giusta, certo questa campagna è solo pura comunicazione, il vero problema dello sport sono a mio avviso (oltre alla difficoltà di trovare risorse in tempi di crisi) gli spazi e le infrastruture vecchie in milano o adirittura insufficienti nei piccoli paesi di periferia. Credo che la regione debba allora offrire un piano di incentivi per la costruzione di nuovi edifici.
    Sono un cittadino di carugate(un tuo concittadino), mi occupo di pallacanestro da tanto tempo, e sono anni che aspettiamo che venga creata una nuova struttura per far crescere il movimento e lo sport in generale, chi amministra per la seconda volta ha dovuto rinviare la realizzazione dell’impianto a causa del blocco delle risorse. Credo che allora la strada da percorrere sia quelle di creare prima di tutto struture nuove e visibili, incentivare al meglio la gestione degli spazi, come suggeriscono sopra e fare pressione sulle federazioni e al coni per l’abbattimento dei costi di gestione dei tesseramenti, dei campioanti ecc Un consiglio regionale dovrebbe secondo me prima promuovere ques e poi magari fare spot, anche perchè se gli adulti portano i figli a fare sport e non c’è lo spazio dove metterli, cosa reale e problematica nella nostra piccola cittadina ti tocca dire alla gente, guarda non c’è spazio oppure fare gruppi numerosi in poche ore che di certo non aiutano la crescita sportiva dei ragazzi.

    Saluti
    Davide Di Staso

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