Povera Italia

9 novembre 2010 di fabio pizzul

Tra pochi mesi entreremo nel vivo delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma pare che a qualcuno vadano proprio di traverso. Il Consiglio regionale sta tentando di giungere all’approvazione di una legge sulle celebrazioni che valorizzi il contributo e le richieste dei diversi territori della Lombardia. L’idea è di recuperare luoghi e cimeli storici, oltre che di promuovere qualche approfondimento su vicende poco note del percorso che ha portato all’unità del nostro Paese (guarda la mia video intervista in proposito).

La Lega è l’unico gruppo che non ha sottoscritto la proposta di legge e pare intenzionata a fare il possibile perché la legge finisca su un binario morto (leggi l’articolo tratto dal Corriere della Sera). La scusa ufficiale è che non è opportuno spender soldi per inutili celebrazioni in un tempo di crisi che meriterebbe investimenti nel sociale più che nella storia. Più realisticamente mi pare che la Lega voglia in tutti i modi evitare che si ricordi un evento storico che contrasta con la propria ideologia autonomista o, per essere più precisi, secessionista (così recita ancora lo Statuto della Lega).

Confesso che non mi sono mai entusiasmato per i toni eccessivamente retorici e patriottici che le varie celebrazioni rischiano di assumere, ma in questo caso mi pare che la questione sia un’altra. Come è possibile negare l’importanza di eventi che hanno portato alla costituzione del nostro Paese? Possiamo permetterci di cancellare la memoria di quanto è accaduto solo perché non coincide con la nostra visione politica? Vogliamo eliminare o nascondere quanto costruito, nel bene e nel male, da chi ci ha preceduto nel territorio che abitiamo? Non sono domande banali, perché sulla cancellazione o sulla negazione della memoria e del passato si sono costruite vicende politiche che spesso hanno finito per creare problemi e fratture più che speranza e coesione.
Non voglio sembrare apocalittico, ma chi nega il proprio passato è destinato a non costruire il proprio futuro.

3 commenti su “Povera Italia

  1. Giorgio Vallery

    Arrivo tardi, ma megglio tardi….
    ” La dimenticanza perde i popoli e le nazioni, perchè ogni nazione altro non è che memoria ”
    Lo scriveva il dalmata Niccolò Tmmaseo e, purtroppo, E’ stato profeta in Patria…sì bella e perduta.

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  2. Giorgio Vallery

    Arrivo tardi, ma meglio tardi….
    ” La dimenticanza perde i popoli e le nazioni, perchè ogni nazione altro non è che memoria ”
    Lo scriveva il dalmata Niccolò Tmmaseo e, purtroppo, E’ stato profeta in Patria…sì bella e perduta.

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  3. luigi

    stiamo vivendo un’epoca in cui il modello che sembra prevalere è quello di chi sceglie di vivere alla giornata, quindi niente passato e il futuro è una gara di ognuno contro il resto del mondo.
    purtroppo abbiamo un ceto politico in cui il basso profilo morale è solo secondo alla propria ignoranza e in qualche caso malafede.
    mi sembra emblematico a questo proposito il caso del Trentino in cui l’assessore provinciale all cultura, Franco Panizza, celebra( con soldi pubblici)le gesta di Andreas Hofer e dimentica totalmente le figure dei tanti trentini che si opposero all’Austria imperiale e liberticida, utlizzando la lettura distorta e faziosa che ne fece il fascismo. il tutto nel silenzio generale delle forze democratiche, ma anche in questo caso il portafoglio dell’autonomismo spinto prevale sulla storia.
    un abbraccio al caro giorgio vallery

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