Agricoltura: tesoro lombardo e sorpresa milanese

22 ottobre 2010 di fabio pizzul

La Lombardia, anche se molti non lo sanno, è la prima regione agricola italiana. Eppure, quando si pensa a Milano e Lombardia, la prima cosa che viene in mente (almeno per chi vive nella zona metropolitana) è il traffico, l’inquinamento e l’urbanizzazione.
Anche Milano, però, riserva delle sorprese. In occasione del Forum Provinciale dell’agricoltura milanese (una volta tanto parliamo bene di un leghista), una rappresentante del Comune di Milano ha illustrato i possedimenti terrieri comunali: 600 ettari affittati a 55 aziende agricole. Numeri di tutto rispetto che portano Milano a poter dire di essere una città agricola, anche se si fa poco per promuoverla e per valorizzare l’agricoltura urbana di qualità. E ci sono anche meccanismi virtuosi tipo quello che vede coinvolti tra agricoltori attigui al Parco delle Cave che sfalciano e mantengono il parco.
L’agricoltura urbana milanese è una realtà, ma fino a poco tempo fa i terreni coltivati in città venivano considerati tecnicamente “vuoti agricoli”, cioè terreni provvisoriamente coltivati in vista di altre destinazioni.
Da qualche tempo, però, la prassi è cambiata e il comune pare voler tutelare questa peculiarità che potrebbe diventare adirittura un fondamentale punto strategico in vista di Expo 2015.
Piccolo problema: in occasione del forum agricolo dei giorni scorsi è intervenuto un rappresentante della società Expo 2015, ma non ha offerto alcuna prospettiva concreta di lavoro. Sui miei appunti, accanto al nome del rappresentante (che taccio per rispetto nei suoi confronti) compare la seguente scritta: “nulla”.
Urge che ci si svegli e che si cominci a proporre qualcosa di concreto.

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