SCIOLTA NELL’ACIDO A DUE PASSI DA MILANO

18 ottobre 2010 di fabio pizzul

“Quello che si verifica a Milano, in una tranquilla ed elegante zona centrale, è un caso di lupara bianca che ci riporta a situazioni e contesti sovente (ed erroneamente) creduti ben lontani dalla realtà cittadina”. Lo ha scritto il gip di Milano Giuseppe Gennari nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di sei persone tra cui Carlo Cosco, l’ex convivente di Lea Garofalo, la donna scomparsa nel capoluogo lombardo il 24 novembre dell’anno scorso e poi uccisa e sciolta nell’acido.
Il rapimento è avvenuto nei pressi dell’Arco della Pace, in una delle zone della movida milanese, proprio sotto lo sguardo vigile delle telecamere che dovrebbero garantire sicurezza ai milanesi. L’esecuzione, dopo un vero e proprio interrogatorio, nei pressi del quartiere monzese di San Fruttuoso.
Notizia agghiacciante. Abbiamo sempre pensato che Milano fosse lontana anni luce da Palermo. Dobbiamo ricrederci giorno dopo giorno. Di più: dalla vicenda emergono cordiali rapporti di collaborazione tra la mafia nostrana e quella cinese di stanza nel capoluogo lombardo.
Non so che reazione abbiate voi, ma questa vicenda mi mette i brividi per l’inaudita normalità con cui si possono pianificare esecuzioni del genere anche a Milano. A luglio si commentavano i 300 arresti nel’ambito dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta notando come, tutto sommato, in Lombardia la mafia è presente, ma non è barbara e violenta. Oggi dobbiamo ricrederci anche da questa convinzione.
Urge rafforzare gli anticorpi sociali, economici e politici. In settimana la II commissione del Consiglio Regionale comincerà a discutere su almeno quattro disegni di legge per la tutela della legalità e la lotta alle infiltrazioni mafiose. Speriamo che arrivino quanto prima all’attenzione del consiglio.

Un commento su “SCIOLTA NELL’ACIDO A DUE PASSI DA MILANO

  1. Francesca

    Caro Fabio,
    quando ho sentito la notizia mi sono venuti i brividi… stiamo tornado indietro invece di progredire. La mafia esiste, vive nella nostra città, si nutre dei malaffari, di interessi pochi nobili, di ingiustizia, di mancanza di diritti.
    Si nutre con la curruzione: siamo noi a doverla lottare ogni giorno con piccoli gesti insegnando cosa è legalità partendo dalle piccole cose!

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *