QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEI ROM

8 ottobre 2010 di fabio pizzul

Appena si pronuncia la parola ROM si alza un muro di diffidenza.
I ROM danno fastidio. Sono la metafora della difficoltà ad accettare il diverso. Da secoli il popolo nomade è una spina nel fianco dell’Europa. Non possiamo però rassegnarci alla “caccia all’uomo” e a una politica che mira solo a esasperare i toni e ad inseguire gli zingari nell’idea che, prima o poi, si stancheranno anche loro e andranno da un’altra parte.
I cittadini chiedono giustamente sicurezza e tranquillità. Le istituzioni non possono sottrarsi a questo compito.
La diocesi di Milano, dopo le polemiche sulle 25 case Aler da assegnare a famiglie Rom, ha voluto intervenire sul tema. Vi invito a leggere il documento che mi pare contenga parole condivisibili e inviti a un atteggiamento più responsabile e lungimirante su questo tema.

Rom, chiesa e amministrazioni

Una proposta di lettura sui ROM

Un commento su “QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEI ROM

  1. Emanuele Contu

    A mio avviso, questo è uno di quei temi su cui, come partito, abbiamo il dovere di marcare una differenza. Non possiamo lasciarci trascinare dal retropensiero che a difendere i Rom si perdono voti. I voti non si perdono né si guadagnano sulle spalle dei popoli e delle persone, e una questione tanto complessa e delicata si affronta con la serietà e l’impegno quotidiano di cui questo documento della Chiesa Ambrosiana, come quello di alcuni giorni fa della Casa della Carità, sono un’espressione concreta.
    Vorrei che ci fosse una presa di posizione forte, più forte e più rumorosa, da parte dei nostri rappresentanti nelle istituzioni lombarde. Senza paura delle risposte facili della destra.

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