CONTESTUALIZZARE?!?

4 ottobre 2010 di fabio pizzul

Torno brevemente sulla bestemmia di Berlusconi, ma soprattutto sul commento di Mons. Fisichella che ha affermato che la bestemmia è da contesualizzare.
Un’affermazione che ha suscitato più di una perplessità nel mondo cattolico.
Non mi sottraggo a commento sulla questione

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6 commenti su “CONTESTUALIZZARE?!?

  1. grazia

    Credo si sia persa la libertà di giudizio e che tutto, pertanto, si legga a seconda dell’appartenenza politica o della sensibilità politica, preferisco dire. Inoltre temo che certa gerarchia, che conosce i giochi del potere, si senta sotto il ricatto del do ut des.

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  2. MICHELE PAGANINI

    Bravissimo sig. Pizzul, io ieri mi sono permesso di scrivere a mons. fisichella e non solo e voglio capire cosa vuol dire contestualizzare, quindi se prendo quello che dice fisichella anche il secondo comandamento “non nomimare invano il nome di dio” va contestualizzato???? cioè lo dice uno potente ricco e famoso, non èpeccato, lo dice una persona normale non famosa, è peccato…..

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  3. Alessandro

    Il “contesto” è quello di una barzelletta, di dubbio gusto certamente. Berlusconi ha raccontato una storiella che contiene una bestemmia, io non credo che questo ne faccia un bestemmiatore. Piuttosto mi chiedo se un presidente del consiglio si possa permettere di fare battute del genere, che offendono un’avversaria politica solo per il suo aspetto fisico.

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  4. marcogiallo

    Non so se il presidente del consiglio sia un bestemmiatore, non mi interessa deciderlo.

    Ma so che in questo caso il “contestualizzare” è pura ipocrisia.

    Da un punto di vista sociale le bestemmie indicano maleducazione e profonda mancanza di rispetto, da quello religioso… sono appunto una bestemmia.

    Quindi, se si accetta la contestualizzazione ai fini del comico (e quindi per raggiungere uno scopo), non è lecito accettarla anche di fronte ad eventi improvvisi ed eventualmente spiacevoli?!

    Ovvero, se dopo averci ragionato decido che la mia barzelletta vale una bestemmia (e che quindi non sto commettendo peccato), perchè divento peccatore quando impreco il Signore dopo essermi rinchiuso le dita nel cassetto? Contestualizziamo! Nel secondo caso perlomeno è una reazione spontanea, senz’altro sbagliata, ma perlomeno non accompagnata dalla ragione.

    E quindi, Mons. Fisichella ci conduce alla seguente conclusione: bestemmia tranquillo, ma abbi cura contestualizzare.

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