SENZA PAROLE

3 ottobre 2010 di fabio pizzul

Sulla vicenda della bestemmia di Berlusconi, mi limito a riportare e sottoscrivere la parte finale dell’editoriale di Marco Tarquinio su Avvenire. Non c’è altro da dire. Quanto accaduto si commenta da sé.

C’è una cultura della battuta a ogni costo che ha preso piede e fa brutta la nostra politica. E su questo tanti dovrebbero tornare a riflettere. E farebbero bene a pensarci su davvero anche coloro che bestemmie di vario tipo e barzellette mediocri (tristemente dilaganti tra pseudo-satira e pseudo-cultura) non le sopportano solo quando spuntano sulla bocca di un avversario, meglio se di Silvio Berlusconi. Ma su ogni uomo delle istituzioni, su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e per Colui che non va nominato invano.

6 commenti su “SENZA PAROLE

  1. chiara

    Caro Fabio, condivido quanto riportato, tuttavia non riesco a giustificare e a capire fino in fondo mons. Fisichella. Ciò che afferma l’Avvenire, vale anche per lui o no?

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  2. linda

    …e allora, se ben contestualizzata, bestemmia libera?
    Credo sia necessario un veloce ripasso del Decalogo da parte del sopra citato monsignore, di quelle “dieci parole per essere umani” come scrive l’amico Ernesto Borghi, per essere pastore di uomini e non di pecore.

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  3. Alessandro

    indegno un rappresentante (ahimè!) delle istituzioni che bestemmia non in privato, ma insieme a un gruppo di militare. indegno, disgustoso, triste, altro che simpatico.
    Ma sconcertante, per chi – cattolico – si sente offeso da una bestemmia urlata con il sorriso sulla bocca, anche un alto monsignore come Fisichella che con apparente codardia dice “si deve contestualizzare”. Ma che, ma come? allora iniziamo a contestualizzare, ma davvero, finendola di fare moralismo morboso, il padre di Eluana, una donna stuprata che con dolore abortisce, i divorziati che chiedono accettazione, e tutti i reietti che questa nostra Chiesa di potere giudica. In ogni caso, per Fisichella sarebbe stato meglio un saggio silenzio.

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  4. Augusto

    Salvatore Fisichella è stato, per anni, docente di teologia fondamentale alla Gregoriana. E’ quindi pienamente conscio del significato delle sue parole quandi dice, a proposito della bestemmia di Berlusconi, che bisogna contestualizzre. E se lo dice, come appare palese, per linitarne la gravità, lascia basiti. Perchè la contestualizzazione peggiora la gravità della bestemmia pronunciata da Berlusconi. Un conto è una bestemmia pronunciata da chi si trova a operare in condizioni fisiche di fatica estrema oppure vive situazioni nelle quali la bestemmia è quasi un intercalare comunemente praticato. Altro è quella assolutamente gratuita pronunciata da un Presidente di Consiglio dei Ministri al solo scopo di offendere, con la peggior cattiveria possibile, un avversario politico che evidentemente lo ossessiona (alla quale ho già espresso tutta la mia stima e solidarietà).
    Insomma: non sono sorpreso dal bestemmiare gratuito di Berlusconi (sarebbe lecito aspettarsi di più o di meglio?); come cattolico sono invece profondamente amareggiato dalla superficialità di mons. Fisichella.
    Augusto

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  5. jacopo

    Non entro nel merito già ampiamente affrontato, ma ho la sensazione che il riaffiorare di questo stile (sparate assurde che facciamo parlare comunque di mister B.) stia ad annunciare, più di ogni altra cosa, l’avvicinarsi delle Elezioni!

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