CISL: E’ ORA DI SUONARE LA SVEGLIA

30 settembre 2010 di fabio pizzul

 La CISL Lombardia taccia di sonnambulismo la Giunta Regionale. “153 giorni di parole, 153 giorni senza fatti”, recitava ieri un’inserzione del sindacato sul Corriere della Sera.
Cisl lomb pag corriere
A cinque mesi dall’insediamento, proseguiva il testo, “non c’è ancora traccia di risposte concrete ” su temi quali il lavoro, l’occupazione e lo sviluppo, i trasporti, il sostegno alle famiglie, la precarietà e la qualità della scuola, la valorizzazione del lavoro pubblico e la gestione della sanità su cure intermedie e cure domiciliari. La genericità che caratterizza il PRS (Piano Regionale di Sviluppo) approvato lo scorso martedì dal Consiglio, certo non delinea alcuna scelta strategica per la Lombardia, per questo non sorprende constatare che sulla gestione dei problemi pratici che non siano di semplice routine o di grande emergenza, la maggioranza faccia fatica a intervenire con la tempestività e l’incisività che sarebbero necessarie. Qualcuno potrà ritenere che questo sia fisiologico all’inizio di un nuovo mandato di governo, ma il fatto è che di nuovo mandato non si tratta affatto visti i 15 anni di Formigoni al Pirellone. Qualcun altro potrà argomentare che la Giunta è stata suo malgrado distratta dalla gestione di problemi quali il rilancio di Malpensa, la diatriba (al momento persa) con la Moratti sui terreni dell’Expo, l’indottrinamento padano, il tentato condono ai trasgressori delle quote latte e, da ultimo, dalla difficile – anche se etica, questo bisogna riconoscerlo – necessità di spiegare a bresciani, bergamaschi e mantovani come mai, col voto segreto chiesto responasilmente dal PD, in aula non sia passata come al solito la deroga alla caccia, nonostante in campagna elettorale si fosse promesso l’opposto, spesso in polemica con la sensibilità ecologica del centrosinistra. Forse il vero problema di questi mesi è il rapporto determinatosi tra Formigoni, il Governo nazionale e la Lega Nord. Il patto di stabilità, i tagli imposti dall’Europa e il mitico federalismo mai compiuto, stanno producendo la paralisi di qualunque programmazione locale. Non si sa con esattezza quali saranno le risorse per l’anno che verrà, nè si sa, a questo punto, vista l’instabilità del presidente Berlusconi, a chi occorra rivolgersi a Roma per aprire un tavolo di trattativa. Formigoni stesso, estromesso dal potere nazionale prima e costretto a posizioni languide per non scontentare i padroni leghisti oggi, è impossibilitato, ormai, a intraprendere reali politiche sociali e di sviluppo. Ben venga allora la sferzata della CISL, cui si aggiunge quella dei cittadini, della società civile e delle associazioni che in queste settimane hanno manifestato una certa impazienza nel vedere rinviati a data da destinarsi le politiche strategiche della quale la Lombardia, e il Paese intero, hanno bisogno. La campagna elettorale alle porte – a Milano, ma anche a livello nazionale dicono quasi tutti – difficilmente sarà un periodo utile per sbrogliare questa paralisi; ma se tale sarà anche il periodo post-elettorale dipenderà in buona parte dall’esito del voto.?
E’ il tempo di fare scelte innovative, di incentivare e promuovere nuove e più efficaci forme di coinvolgimento politico. Il partito democratico e il centro sinistra milanese, con la terna di candidati alle primarie ci stanno provando. Aiutateci a farlo al meglio.

Un commento su “CISL: E’ ORA DI SUONARE LA SVEGLIA

  1. cristina

    Buone notizie, sono buone notizie quelle che sono segno di superamento degli schieramenti politici e danno lucide letture della realtà, senza favole (o barzellette..più o meno decenti).
    Oltre a te anche altri del PD concordano? A volte pare che nel PD ci sia molta paura e poca capacità critica nel riconoscere chi sta superando il’berlusconismo’, chi sta pensando e proponendo qualcosa di duraturo nel mondo del lavoro

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