DARE UNA CHANCE ALLA POLITICA

26 settembre 2010 di fabio pizzul

Serve tempo per far sì che il Paese si convinca che si può uscire da una situazione che lo vede bloccato e sfiduciato.
Rosy Bindi e Pierluigi Bersani ne stanno discutendo in un convegno a Milano Marittima.
Ecco alcune prime battute del dialogo.

BINDI
Prima che un Paese possa tornare ad avere fiducia nella politica occorre tempo. Serve tempo anche al PD per riprendere una relazione con il Paese. I commentatori che dicono che è colpa dell’opposizione non capiscono con quale forza abbiamo dovuto combattere in questi anni. Superare il conformismo chiede tempo: bisogna riaccompagnare il Paese a credere nella possibilità che si possano cambiare le cose. Diamoci e dateci un po’ di tempo.

BERSANI
Continuare a far passare l’idea che siamo in una situazione lineare, dopo che ci siamo detti che il berlusconismo ha stravolto il Paese, non funziona. Siamo al secondo tempo del berlusconismo: la sua forza è fatta di controllo dell’informazione, accordo con interessi sedimentati, conformismo che non si rimuove da un giorno all’altro e, forse, un po’ di sottoscala della repubblica. Siamo a un bivio tra una possibile ulteriore degenerazione e un cambiamento. In un contesto in cui il rapporto tra politica e società è rotto da 18 anni, siamo di fronte a sommovimenti notevoli. Si sta impoverendo l’idea di Paese e la fiducia nella politica, soprattutto nella fascia dei potenziali elettori di centro sinistra (vedi grillini). Bisogna far sì che ci sia ancora una chance per la politica. Ogni volta che ci facciamo sorprendere a parlarci tra di noi e a guardarci la punta delle scarpe, portiamo acqua alla sfiducia nella politica. L’Italia ha un problema che si chiama lavoro, le altre cose e le chiacchiere su chi ha più case o più ville non ci interessano.

Un commento su “DARE UNA CHANCE ALLA POLITICA

  1. cristina

    Effettivamente c’è un po’ di sfiducia nella politica; nel modo in cui propone cultura, nel modo in cui gestisce i soldi, nel modo in cui approccia le questioni morali.
    C’è ancora poca chiarezza sul ruolo dei sindacati , in generale.
    E’ difficile spiegare a una figlia 18enne che andrà a votare , che il suo voto darà appoggio a chi sta facendo crescere un paese; è difficile dirle che quando lavorerà potrà avere nei sindacati criteri per affrontare i problemi lavorativi (“se sei di un partito, segui il sindacato di quel colore ” si sente ancora dire. Al centro non c’è più il lavoro?).
    E’ difficile…Ma ci proveremo!
    Perchè qualche idea comincia a girare, grazie anche a questi blog, alle piccole iniziative, …

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