C’E’ POCO DA RIDERE

20 settembre 2010 di fabio pizzul

Da lunedì 13 settembre 1.133.960 alunni scorso sono nelle aule della Lombardia: l’1,66% in più rispetto allo scorso anno. Tutti gli altri numeri della scuola lombarda sono però in calo: -2.760 docenti (-2,85%); -1.738 Ata o personale non docente (-5,35%); -221 classi nella sola scuola secondaria di secondo grado chiamata ad avviare il riordino della scuola superiore.

Il tasso di precarizzazione è elevato: oltre 13.000 dei 94.000 posti docente sono coperti con personale assunto a tempo determinato e dei 30.800 posti Ata più di 9.500 sono coperti da personale precario. Circa 300 scuole sono senza una dirigenza e vengono coperte da reggenze, ovvero da presidi di altre scuole (cui non viene neppure riconosciuto un rimborso per le spese di trasporto). Il dichiarato aumento (+0,4%) delle classi a tempo pieno risente di un artifizio contabile: per garantire 40 ore di frequenza agli alunni l’orario dei docenti e delle attività è diventato un puzzle di incastri che scombina progettazione e didattiche collaudate, azzerando di fatto le cosiddette compresenze.

I tagli hanno decurtato interventi e presenza sugli alunni disabili tanto che, nonostante il loro aumento, abbiamo 708 posti in meno. Per gli alunni stranieri vengono solo riconfermate le risorse esistenti.

I numeri che vi ho proposto arrivano dalla CISL scuola e fotografano bene la situazione di una scuola che funziona, ma non troppo. Non si può certo dire che la scuola non sia iniziata, ma neppure che tutto vada per il meglio, visto che mancano all’appello molti insegnanti e per alcune classi di concorso si fa fatica a trovare i supplenti annuali.

Una scuola sull’orlo di una crisi di nervi, con insegnanti e dirigenti che tappano buchi e tentano di far quadrare conti di bilanci sempre più magri.
E, in questo panorama, c’è chi si permette il lusso di griffare una scuola con il “sole delle alpi” di osservanza leghista. Se non ci fosse di mezzo il futuro del nostro paese, verrebbe solo da ridere.

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