PRENDO NOTA E… RIFLETTO

11 settembre 2010 di fabio pizzul

Il cardinal Tettamanzi, durante la conferenza stampa di presentazione dell’anno pastorale, è stato interpellato da un giornalista presente riguardo la sua posizione sulle ormai imminenti elezioni milanesi.
L’Arcivescovo ha detto di non voler entrare nella questione, ma poi ha offerto alcune frasi che voglio riassumere qui di seguito, più che altro come pro memoria per la mia riflessione personale. Magari sono utili anche a voi…

San Carlo quando è scoppiata la peste è tornato in città per stare con la gente. Le altre autorità sono fuggite.
A Milano trovo anzitutto oggi un mare di energie positive capaci di rendere la città sana e non ferita.
La città, però, ha diverse ferite, ne cito due:
la solitudie, una delle ferite più profonde, frutto di individualismi ed egoismi, una solitudine imposta
la mancanza di integrazione, non solo nel campo degli stranieri. In tanti ambiti l’integrazione è un processo interrotto: anziani, carceri, ospedali, espulsi dal lavoro…
Le ferite della città devono essere più ascoltate e tenute presenti.
Ciascuno riconosca le sue ferite e per questo cambi il suo modo di guardare agli altri e di comportarsi.
(…)
Ringraziamo quelli che si buttano nella mischia, se non c’è questo interesse per il bene comune è un problema.
Per servire il bene di tutti dobbiamo cominciare dagli ultimi perché sono loro a dover entrare nei processi in cui altri sono già presenti.
E’ necessario che chi si occupa della politica impari a stare in mezzo alla gente e parli dei problemi della gente.
Siamo un po’ stufi però di sentire solo parole, se ci fosse qualche atto concreto, qualche opera in più sarebbe un bene per tutti. Bisogna saper guardare al domani; tante trasformazioni sono in atto e un politico che abbia a cuore la polis deve guardare al domani con più lungimiranza.
S. Tommaso propone un grande trattato sulla prudenza che è da intendere, secondo il suo pensiero, come il coraggio di anticipare i tempi, di arrivare pronti al domani. L’Expo, ad esempio, deve interessarci non solo per l’oggi, ma soprattutto per il domani.
C’è poi anche una lungimiranza spaziale: non esiste solo Milano, non si può essere così localisti da non guardare a quello che sta accadendo in altre parti del paese e del mondo, rischiando così di perdere il treno per il domani.

Il cardinal Tettamanzi ha però parlato di politica anche riferendosi al tema centrale dell’anno dedicato a San Carlo: la santità.

La politica è santa se guarda al bene comune e ai problemi concreti della gente con occhi aperti al domani, con uno sguardo lungimirante. Questa è la salvezza della politica, così potrà tentare di risolvere il problemi della città e del Paese.

Ovviamente quella qui riportata non è la trascrizione esatta delle parole del Cardinale, ma penso che possa essere ugualmente utile a riflettere. Come dicevo, a me per primo.

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