VIVA LA RAI! E IL DIGITALE?

9 settembre 2010 di fabio pizzul

Ci mancava anche questa. Già l’informazione locale della RAI non gode di ottima saluta, ora la si vuole pure tagliare!
L’annunciata intenzione di eliminare l’edizione notturna del TG regionale è una pessima notizia. Non si può pensare di restringere ulteriormente il già poco spazio che la RAI dedica all’informazione del territorio. Tanto più in una realtà come quella milanese e lombarda che rappresenta una parte fondamentale della vita del Paese. Il servizio pubblico deve accentuare la sua vicinanza al territorio e ai cittadini. Se posso dare un consiglio, proporrei anzi di incrementare la durata dell’edizione della notte che, così come viene proposta ora, rischia di essere una sorta di contentino per le redazioni locali.
E’ inutile parlare di grandi progetti e prospettive per la sede RAI di Milano con nuove strutture da affiancare alle aree Expo, se poi si smentisce nei fatti, con scelte penalizzanti e discutibili il valore delle redazioni regionali e, in particolare, di quella milanese che può contare su risorse tecniche e giornalistiche in grado di offrire un contributo importante in termini di informazione e produzione.

A questo, come ulteriore segnale del disagio dell’informazione locale lombarda, si aggiunge la vicenda del digitale terrestre. Nei giorni scorsi è stato bruscamente interrotto il tavolo che doveva decidere l’assegnazione delle frequenze in vista dello switch-off previsto tra il 25 ottobre e il 26 novembre. La rottura della trattativa è stata determinata dalla proposta dell’Agenzia delle Comunicazioni che non intende confermare le frequenze ormai storiche di alcune emittenti locali. In tutta risposta le due principali associazioni dell’emittenza locale, la FRT e AER-Anti Corallo, hanno abbandonato il tavolo annunciano decine di ricorsi al TAR se l’AgCom non dovesse cambiare la sua proposta. Se le ragioni delle emittenti non venissero accolte, c’è il concreto rischio di vedere posticipato il passaggio al digitale della più importante zona del Paese. Mi auguro che, anche in questo caso, le ragioni dell’emittenza locale possano venire prese in seria considerazione. Le TV locali rappresentano oggi un fondamentale strumento di informazione per i cittadini, sono già duramente provate dalla crisi economica e dagli investimenti per il passaggio al digitale, un’ulteriore penalizzazione nell’assegnazione delle frequenze potrebbe metterle in grave difficoltà.

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