MILANO BIFRONTE

6 settembre 2010 di fabio pizzul

Strana sensazione quella che ho vissuto ieri sulla città di Milano.
In mattinata ho partecipato, presso la Sinagoga centrale di via della Guastalla, a un incontro sulla Giornata della Cultura Ebraica. Gran bel clima, partecipazione affettuosa dei milanesi e presenza (in verità non nutritissima) di rappresentanti delle istituzioni locali. Ottimi gli spunti di riflessione sul tema “Arte ed ebraismo”, a cominciare dalla regista Andre Ruth Shamma (emozionatissima per il suo primo intervento in sinagoga) che ha sostenuto l’affascinante tesi che la vera opera d’arte può essere il credente. Affascinanti, come di consueto anche gli interventi dei rabbini Arbib e Della Rocca, capaci di condurre i presenti lungo le intricate riflessioni talmudiche per ribadire un concetto di fondo: la cultura è terreno di incontro purché non diventi pura occasione di enuncazioni teoriche e di principio, ma intenda avvicinarsi alla vita delle persone, caratterizzata dall’imperfezione, ma anche dalla tensione all’incontro con gli altri e con Dio. Consolante il plauso di tutti i presenti, senza distinzione politica, con la netta sensazione, una volta tanto, di essere in una città capace di elevarsi sopra le polemiche in nome di una possibile convivialità delle culture.
Passano poche ore e Milano svela il suo altro volto, quello di una città dove la polemica e le chiusure la fanno da padrone.
E’ bastato un intervento del cardinal Tettamanzi sulla necessità di assicurare spazi di culto per gli islamici in città per farci ripiombare nel clima asfittico e velenoso di una città che non è capace di guardare in faccia alla realtà e neppure di immaginare soluzioni per questioni che vengono sempre e solo nascoste dietro ragioni di ordine pubblico.
Qual è la vera Milano? Quella che ho gustato in sinagoga o quella che si è scatenata poche ore dopo e trova puntuale spazio quest’oggi sulla stampa?
Mi auguro che i milanesi non abbiano dubbi e che sappiano dare il loro contributo per costruire una città degna della sua tradizione e del suo posto in Europa.

Un commento su “MILANO BIFRONTE

  1. Marco Strambi

    Caro Fabio, sono convinto che la vera Milano sia quella cha hai visto in Sinagoga, la stessa che vede dalla sua finestra il Cardinale Tettamanzi. Così come in molti paesi islamici gli integralisti sono pochi e la maggioranza è tollerante e pacifica, così anche nella nostra città, da sempre ospitale e aperta ai migranti, l’abbraccio di diverse culture e l’apertura verso altre religioni è patrimonio di tutti, mentre l’intolleranza e la chiusura appartengono, per fortuna, a pochi.

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