STAGISTI A TEMPO INDETERMINATO?

19 luglio 2010 di fabio pizzul

La proposta del contratto unico di Tito Boeri è piaciuta ai giovani democratici, con qualche distinguo. I 3 giorni di formazione a Desenzano del Garda per i giovani del Partito Democratico, quelli veri, sotto i trent’anni per intenderci, hanno avuto come tema principale la crisi economica e le ripercussioni che essa ha avuto sui loro coetanei, la fascia d’età più colpita perché forte solo del sostegno familiare (guarda il video).
Il contratto unico ideato da Tito Boeri e presentato al laboratorio dedicato al lavoro – alla presenza di Tiziano Treu – si pone l’obiettivo di superare la differenza di tutele e trattamento tra i lavoratori assunti a tempo indeterminato e i precari, con tre semplici regole.
Numero uno: la sostituzione di tutti i contratti a tempo determinato, o con partita iva con un solo committente, in un contratto unico della durata di tre anni, al termine del quale si confluisce automaticamente nel contratto a tempo indeterminato.
Numero due: l’interruzione del contratto senza giusta causa prevede una mora per il datore di lavoro che aumenta in modo progressivo mese dopo mese senza grossi scaloni.
Numero tre: se il contratto viene interrotto e poi ripreso con lo stesso datore di lavoro, si riparte dal punto in cui si era arrivati in termini di anni e di mora progressiva in caso di ulteriore interruzione. Alternative al contratto unico sono previste per i lavori stagionali o per i salari oltre i 25.000 euro – oppure oltre i 30.000 euro per i titolari di partita iva con unico committente.
Secondo Tiziano Treu si tratta di un modello molto interessante ma non sempre applicabile a meno di adattamenti e specifiche ulteriori a seconda dei casi.
Enrico Letta, intervenuto in serata, ha rilanciato il dibattito con la proposta denominata fisco 25, un’operazione che punta a rendere i giovani in grado di uscire di casa  a 25 anni grazie ad interventi che, insieme alla revisione dei contratti precari, prevedano agevolazioni fiscali e politiche pubbliche per la casa.

Per quanto mi compete, l’impegno che ho assunto con i giovani presenti è quello di dar voce in Consiglio alle proposte che mi pervenissero in tema di lavoro e formazione sulle quali la Regione ha competenza. Un primo argomento sul quale intervenire potrebbe essere quello degli stage, che spesso e volentieri si trasformano in sfruttamento improprio del lavoro giovanile. Perché non pensare a una maggiore regolamentazione e a un reale accompagnamento nel delicato percorso tra scuola e lavoro? Lo stage può essere uno strumento prezioso, ma va usato con onestà e correttezza.

Un commento su “STAGISTI A TEMPO INDETERMINATO?

  1. Loris

    Sugli stagisti ci sarebbe molto da dire, però sarebbe soprattutto ora di passare ai fatti, c’è più di un’intera generazione che ce lo impone, visto che per giunta riuscirà a fatica ad arrivare a una pensione…

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