FINANZIARIA: NESSUNO SA QUANTO COLPIRA’ LA LOMBARDIA

14 luglio 2010 di fabio pizzul

Il Parlamento sta per approvare la manovra finanziaria con l’immancabile voto di fiducia, ma non è ancora dato di sapere quanto la manovra inciderà sui conti della Lombardia. Come dire: viene approvata a scatola chiusa e le regioni dovranno arrangiarsi a gestire la sorpresona che toccherà loro.
L’assessore al Bilancio Romano Colozzi ha risposto questa mattina in commissione bilancio a un’interrogazione dell’opposizione che chiedeva chiarimenti in merito alle conseguenze della Finanziaria sul bilancio della regione e alla vicenda dell’ormai famoso bond sottoscritto dalla Lombardia.
Sul fronte della Finanziaria, Colozzi ha voluto rimanere al freddo dato numerico non risparmiando critiche al provvedimento governativo. L’assessore ha ribadito come i tagli alle regioni siano eccessivi ed ammontino a circa 10,5 miliardi Euro su un totale di 17 miliardi previsti. Una percentuale pari a circa il 60 % che è di gran lunga più alta rispetto all’incidenza delle regioni stesse sulla spesa pubblica.
L’assessore Colozzi ha anche manifestato qualche preoccupazione riguardo la possibilità che i tagli interessino anche la spesa sanitaria: il Patto per la salute siglato solo qualche mese fa tra regioni e governo, secondo l’assessore, non dovrebbe essere toccato, ma voci degli ultimi giorni metterebbero in dubbio anche questo.
Colozzi si è poi lamentato dell’esiguità dei tagli ai ministeri. La Finanziaria prevede risparmi per 2,2 miliardi, ma anche maggiori spese autorizzate per 1,9 miliardi, il che significa che il taglio reale non supera i 320 milioni di Euro.
Sulle ripercussioni di tutto questo sul bilancio di Regione Lombardia, l’assessore Colozzi è stato lapidario: “non sono ancora in grado di dire quale sarà l’impatto sul bilancio regionale”. La sua speranza è che la virtuosità della Lombardia venga premiata e, se così fosse, ha concluso l’assessore, “non dovrebbero tagliarci neppure 1 Euro”.
Al di là degli auspici, l’unica cosa certa è che i tagli ci saranno, anche se nessuno sa dove colpiranno e in che misura.

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