DUE STORIE DI SANITA’

30 giugno 2010 di fabio pizzul

Premetto che non cambierei la sanità lombardia con quella della stragrande maggioranza delle regioni italiane.
Premetto anche che i bilanci positivi dal 2003 ad oggi sono un valore.
Premetto anche che la stragrande maggioranza degli operatori e dei dirigenti lavorano bene, in buona fede e con ottimi risultati.
Fatte queste premesse, mi permetto di rilanciare due commenti giunti a seguito dell’intervento dei medici cattolici di Milano sulla sanità regionale. Quanto leggerete (se avrete la pazienza di farlo) non significa che tutto va male, ma che tutti dobbiamo fare in modo che le cose vadano meglio.
Il primo commento è di Chiara.

Mi chiedo quanto Formigoni sia lontano dalla visione produttivistica e utilitaristica della malattia nel momento in cui, quando ieri sono andata dal medico di base per curare una congiuntivite che mi tormentava da tre giorni, mi sento dire….e io cosa posso fare? vada al pronto soccorso oftalmico! (preciso che ho passato il fine settimana tormentandomi su cosa fosse meglio fare per non intasare i P.Soccorsi il sabato e domenica).
Mi metto in coda con CODICE BIANCO con precedenza nulla rispetto agli altri, perchè prestazione da medico della mutua.
Diagnosi prevedibile con prescrizione antibiotica e con la raccomandazione dell’oculista: signora, passi a pagare il Tiket alla macchinetta, mi porti la ricevuta e le rendo la cartella.
Bene. Pago 25,00 € di tiket e torno a casa.
Rabbia e indignazione! Perché, ma perchè?
perchè inviare i pazienti al p.s. ( e lì, ieri, su 100 persone, almeno 80 avevano il codice bianco) quando un medico generico può e deve curare le patologie senza che il cittadino venga ulteriormente gravato di altri oneri? Quale il disegno e le logiche di deleghe speculative sulla pelle degli altri?
E quanti i medici di base fanno così? Ha un senso tutto questo?La sanità lombarda primeggia sulle altre regioni per correttezza e rientro di spese. E CI CREDO! basta moltiplicare ogni giorno 25,00 € per 80 (solo la mattina e solo all’oftalmico) ed il gioco dell’apparenza e dell’efficenza é fatto!!!
Questo é ciò che ieri mi é capitato, ma forse….mi sono sbagliata ed é tutta una brutta favola!

Il secondo commento riguarda una storia (che parrebbe avere molti elementi per sconfinare nella malasanità) che arriva da Emiliano, un papà che racconta nei dettagli la storia della sua piccola Elisa. Al di là del merito della vicenda (riscotruita nei dettagli al link http://www.tuttiperelisa.blogspot.com/), a Emiliano va tutta la comprensione e la solidarietà possibile, oltra all’augurio che questo tremendo percorso ad ostacoli possa finalmente essere approdato a un punto in cui la piccola Elisa possa davvero essere seguita e curata al meglio.

Un commento su “DUE STORIE DI SANITA’

  1. chiara

    ringrazio per avermi letto, resta sempre, per me, la condivisione del primo capoverso della tua lettera di ieri e le affermazioni in apertura di oggi. A fronte di piccoli e grandi disagi, per fortuna la maggioranza degli operatori lavora bene…. e ne conosco tanti.
    alla prossima
    chiara

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