CHI CHIUDE I RUBINETTI DEL CREDITO

24 maggio 2010 di fabio pizzul

L’accesso al credito è uno dei problemi più grossi per le piccole e medie imprese lombarde, ma Regione Lombardia se la prende con comodo, anzi, blocca tutto.
In sostanza, la questione è la seguente: il sistema bancario internazionale si è dato una regola , definita Basilea 2, per evitare che le banche cadessero nel tranello di erogare prestiti a soggetti non affidabili ovvero potenzialmente non in grado di pagare le rate di rimborso del prestito stesso. Basilea 2, in pratica, costringe le banche a profilare i potenziali clienti per capire se sia o meno plausibile concedere loro del denaro in prestito. Accade spesso che applicando i criteri della nuova regolamentazione le piccole e medie imprese (PMI) non abbiano i “numeri” per poter accedere al credito, anche perché il più delle volte non sono in grado di offrire adeguate garanzie patrimoniali. Di qui il ricorso a strumenti che possano rafforzare il cosiddetto merito creditizio delle imprese e farle rientrare nei criteri di Basilea 2. Uno di questi è il sistema dei Confidi, consorzi partecipati e capitalizzati da enti pubblici e associazioni di categoria con il compito di offrire alle banche garanzie a favore delle PMI.
Il consorzio di garanzia fidi della Regione Lombardia si chiama Federfidi ed è, di fatto, in stallo da ormai più di un anno a causa del mancato rifinanziamento.
Alla fine del 2008, come ha raccontato “Milano Finanza” (21 mag 2010) venne varata una fusione tra Federfidi Lombardia e Artigiancredit Lombardia per ragantire al nuovo soggetto un maggior patrimonio e una maggiore possibilità di garantire imprese del territorio. A seguito di quell’operazione, venne approvato un piano indistriale che conteneva, tra le altre cose, un impegno da parte della Regione  a versare nelle casse di Federfidi 10 milioni di Euro per il primo anno e circa 8 per gli anni successivi.
Il problema è che quei soldi non sono mai arrivati, bloccando pasantemente l’operatività di Federfidi.
Pare che il blocco sia determinato dal fatto che la Regione chiede un intevento finanziario anche alle associazioni di categoria.
Siamo al paradosso: a parole si predica la necessità che le banche non chiudano i rubinetti e diano più credito alle imprese, nei fatti si chiudono i rubinetti alla fonte.
Il PD nelle scorse settimane ha chiesto con forza il rifinanziamento dei confidi. La Regione ha promesso che entro fine maggio si sbloccherà la situazione.
Speriamo che sia davvero così, anche perché è già imbarazzante dover constatare che proprio mentre la crisi cominciava a colpire pesantemente le imprese lombarde, Regione Lombardia dormiva sonni tranquilli, raccomandava alle banche di essere magnanime, ma si dimenticava di sostenere il principale strumento a sua disposizione per favorire l’erogazione di prestiti alle PMI.

P.S. Chiedo scusa agli esperti per aver eccessivamente banalizzato Basilea 2 e l’intera questione confidi, ma spero che così una platea più ampia di persone possa comprendere come troppo spesso alle parole in Lombardia non seguano i fatti.

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