L’ORGOGLIO DEL NUOVO CONSIGLIO

11 maggio 2010 di fabio pizzul

“Credo che questo Consiglio abbia l’esigenza di essere la casa dei lombardi”. Sono alcune delle prime parole con cui il neo eletto presidente del Consiglio Regionale Davide Boni ha ringraziato tutti coloro che lo hanno votato. Boni non si è fatto mancare anche un grazie al suo movimento politico e, in particolare a Umberto Bossi che, ha detto Boni, “mi ha insegnato l’amore per tutti i lombardi e le istituzioni lombarde”.
Chissà che cosa avrà pensato Renzo Bossi sentendo queste parole. Il più giovane dei consiglieri, in coppia (istituzionale!) con Nicole Minetti ha oggi affiancato il consigliere anziano Giancarlo Abelli alla presidenza della seduta che ha portato all’elezione di Boni, oltre che dei vice presidenti Penati e Nicoli Cristiani e dei segretari d’aula Ponzoni e Spreafico.
La seduta di inizio legislatura, oltre al pubblico delle grandi occasioni (presenti anche un paio di sindaci leghisti del bresciano con tanto di fascia tricolore!!!!), ha avuto il raro privilegio di poter contare sulla presenza dell’intera giunta guidata dal presidentissimo Formigoni.
Ma torniamo al discorso di Boni.
“In momenti particolari” ha detto il presidente “servono iniziative particolari. C’è la necessità di riavvicinarsi al territorio per recuperare il ruolo del Consiglio che deve riappropriarsi della propria personalità e del proprio orgoglio”. Ricordando ancora che è necessario mostrare segni di responsabilità nei confronti dei cittadini, Boni ha poi proposto di celebrare una seduta del Consiglio all’aeroporto di Malpensa.
Discorso breve quello di Boni, ma sicuramente apprezzabile per l’aplomb istituzionale e la raccomandazione rivolta a Formigoni affinché lui e i suoi assessori non snobbino l’assemblea e siano presenti alle sedute. Passando dall’altra parte della barricata il leghista Boni pare intenzionato a far valere le prerogative del Consiglio contro lo strapotere della Giunta. Mi pare un buon segnale che va però confermato con i fatti.
Quanto al PD, porta a casa l’elezione di Penati a vice presidente e quella di Spreafico a segretario. Non si possono nascondere i malumori di Italia dei Valori e UDC che avrebbero ambito almeno a un posto di segretario, ma il PD ha esercitato il suo ruolo di guida dell’opposizione e ci saranno altre occasioni per gettare ponti con gli altri partiti della minoranza.
Vorrei anche sottolineare che, nonostante i toni sprezzanti con cui il neo presidente Boni aveva bollato come strumentale la proposta del capogruppo Luca Gaffuri di far eseguire in apertura di seduta l’inno italiano, il Partito Democratico ha scelto di non contrapporre un proprio candidato. Un segno di disponibilità a un confronto franco che, mi auguro, il nuovo presidente non faccia cadere.
Qualche siparietto non del tutto incoraggiante oggi, in realtà, lo si è visto (un La Russa con toni goliardici un po’ sopra le righe, qualche leghista con fare da conquistador vittorioso…), ma la seduta è filata via liscia e istituzionale con la sola interruzione del radicale Marco Cappato che a gran voce dal pubblico ha ricordato l’illegalità del nuovo Consiglio per irregolarità nella raccolta delle firme e incandidabilità di Formigoni.
Attendiamo dunque il presidente Boni alla prova istituzionale del nuovo ruolo, una sorta di esame di maturità per uno degli esponenti più in vista del Carroccio. Renzo “trota” Bossi, alla fine, la maturità l’ha passata, confido abbia buone possibilità anche Davide Boni a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro.

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