DEMOCRAZIA O GUERRIGLIA?

9 maggio 2010 di fabio pizzul

I partiti hanno il dovere di confrontarsi con una gestione democratica. La responsabilità di rappresentare i cittadini votanti non può esaurirsi nello schema solo apparentemente efficiente del leader carismatico che mette tutti d’accordo.
Il processo democratico interno ai partiti è garanzia di pluralismo e trasparenza e va dunque difeso e promosso.  In questo senso mi pare stimolante la riflessione rilanciata a Milano da un convegno di Città dell’uomo che rilanciava la proposta di una regolamentazione per legge dei processi democratici interni ai partiti (i contenuti del Convegno sono raccolti nel volume “Democrazia dei partiti” in arrivo nelle libreria per i tipi di In dialogo”).
Fatta questa doverosa premessa, mi pare però che quello a cui si sta assistendo in questi giorni nel PD rischi di andare oltre la legittima esplicitazione di una corretta e fisiologica dinamica democratica.
Il convegno di Area Democratica a Cortona, l’accidentato cammino verso l’elezione del coordinatore dei circoli di Milano città, le dichiarazioni di Enrico Letta sul mezzogiorno… Un lungo elenco di vicende che paiono più concentrate a ritoccare gli equilibri di potere interni al partito che a stimolare un dibattito costruttivo sulle proposte che il PD deve mettere in campo per accreditarsi come alternativa possibile di governo del Paese a tutti i livelli.
Mi piacerebbe vedere un partito in cui ci si confronta sui contenuti e non sulle posizioni di governo interno.
Ben vengano allora convegni, confronti, dibattiti anche aspri, ma con un obiettivo chiaro: la costruzione di proposte credibili e chiare per dare risposte ai problemi con cui gli italiani devono confrontarsi quotidianamente.
Non importa se le parole saranno 10, 5 o quante volete. Basta che si arrivi a una sintesi condivisa e innovativa per far cogliere come il Paese possa contare sul PD.
La mia impressione da neo eletto inesperto e ingenuo è che si impeghino moltissime (troppe) forze in una sorta di guerra di posizione interna al partito e non ci si applichi a sufficienza nella costruzione di un’identità forte e spendibile per il PD.
Personalmente fatico a guardare gli altri esponenti del PD come si guardano dei nemici o degli avversari.  Spero di non essere travolto dalla cruda realtà di una litigiosità capace di sommergere tutto. Questo rischia di essere il PD che ci viene raccontato dai media. Noi continuiamo a rispondere che le cose stanno diversamente.  Spero che tutti si impegnino perché le cose stiano davvero così.

Un commento su “DEMOCRAZIA O GUERRIGLIA?

  1. chiara

    Condivido e faccio mia la tua sintesi nella speranza che il PD capisca che la politica non é solo “guerriglia” ma anche e soprattutto ascolto della “base” e dei cittadini che la rappresentano e che hanno votato persone belle e credibili, magari anonime e più inesperte agli occhi della “gerarchia”, ma piantate bene sul territorio e consapevoli. Facciamo in modo che il divario/forbice tra cittadini e politica sia sempre meno grande. Vero é che se continuiamo a raccontarci chi é più bravo o più bello o chi deve o no comandare…….

    Programmi, programmi, programmi credibili e semplici. Pochi, semplici, concreti e raggiungibili obiettivi. Non abbiamo fretta…..

    grazie per leggermi
    Chiara

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