LA LOMBARDIA E LA GRECIA

30 aprile 2010 di fabio pizzul

Il Presidente Formigoni si è sentito in dovere di rassicurare i lombardi dicendo che la Grecia non fallirà. Lo ha fatto perché la Lombardia ha investito in titoli ellenici.
Per coprire il bond emesso nel 2002 la Regione ha creato un sinking fund, ovvero una sorta di cassa nella quale versa ogni anno le rate del bond che dovrà rimborsare nel 2032. Il fondo in questione è gestito da due banche estere, UBS e Merrill Lync che per non svalutarlo lo investono, tra l’altro, in titoli ellenici.
Al di là del fatto che tutti ci auguriamo che la Grecia non fallisca e che siamo convinti che l’Europa lavorerà con impegno in tal senso, ci auguriamo che la Giunta faccia tesoro di quest’esperienza e sia più oculata, prudente e trasparente negli investimenti.
Il bond risale al 2002 quando la Regione Lombardia emise un bond da un miliardo di dollari con scadenza nel lontano 2032.
La legge nel 2002 consente a un Ente locale di indebitarsi a così lunga scadenza, ma impone che venga creato un cosiddetto piano di ammortamento. In pratica la Regione deve costruire un grosso “salvadanaio” dove mettere, nell’arco dei 30 anni, tutti i soldi necessari per far fronte al rimborso finale.
Fin qui niente di strano. Il problema è che il “salvadanaio” non lo ha creato la Regione, magari investendo direttamente i soldi in titoli di Stato, ma lo hanno creato le banche (UBS e Merrill Lync) che hanno curato l’emissione del bond che, alla fine, potrebbero essere le uniche a guadagnarci.
C’è però un’altra questione che “Il Sole 24 Ore” segnalava nello scorso mese di giugno: già nel 2008, cioè sei anni dopo l’emissione obbligazionaria, la Regione aveva rimborsato più di metà del bond. E ad aprile 2017 – prevede il piano di ammortamento – la Lombardia avrà consegnato 934 milioni di euro alle banche, cioè il 90% dell’importo totale.
Domanda legittima: che senso ha indebitarsi a 30 anni, se poi in 15 anni si restituisce praticamente tutto l’importo alle banche?
Dalla Regione spiegavano al quotidiano economico che quel piano di ammortamento serviva per replicare le scadenze dei mutui precedenti, ma le recenti vicende finanziarie dovrebbero consigliare maggiore trasparenza e prudenza.

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