UNA SCUOLA DI QUALITA’ PER TUTTI

17 aprile 2010 di fabio pizzul

Tradizionale appuntamento di primavera a Milano per la marcia della scuola cattolica “Andemm al Dom”. Oltre 25 mila tra ragazzi, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici hanno percorso le vie del centro per raggiungere piazza Duomo dove hanno trovato ad accoglierli le autorità e l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi.Il Cardinale ha sottolineato come la scuola cattolica sia stata oggi al centro della città e davanti al Duomo, questo perché “siamo importanti, necessari, indispensabili per la società e il futuro”. La scuola cattolica, ha continuato l’Arcivescovo, è al servizio della società e chiede di venire riconosciuta in questo suo contributo.

Proprio in concomitanza con la marcia, il riconfermato presidente Formigoni ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui è tornato a parlare di scuola sottolineando la necessità di un reclutamento regionale dei docenti (proposto molto gradita alla Lega) e rilanciando il buono scuola come occasione per far sì che ciascuno sia libero di scegliere, come accade nella sanità, se mandare i propri figli alla scuola statale piuttosto che alla privata paritaria.
L’obiettivo enunciato da Formigoni, ovvero la qualità della scuola, mi sembra condivisibile, molto meno gli strumenti proposti.Non mi pare che la qualità della scuola possa migliorare con un reclutamento su base territoriale dei docenti. Oggi mancano le risorse per poter avere organici completi e per poter garantire progetti formativi di qualità. Mancano anche lombardi in molte delle graduatorie per gli insegnanti, con buona pace di chi sostiene che vengano privilegiati i “forestieri”.
Non sono contrario al buono scuola o a qualsiasi altra forma che possa garantire una vera parità scolastica, mi piacerebbe però che questo strumento venisse utilizzato per garantire l’accesso alle paritarie soprattutto alle famiglie che fino ad oggi non hanno potuto permetterselo e non solo come rimborso spese per chi ha già le risorse per sostenere l’iscrizione alla scuola paritaria.
La qualità della scuola non si misura solo sull’eccellenza di alcuni percorsi, ma sulla capacità di offrire a tutti una formazione in grado di creare l’opportunità di diventare buoni cittadini e di poter ambire ad avere un ruolo interessante nella società e nel mondo del lavoro.
Per questo mi piacerebbe che le risorse messe a disposizione dalla Regione possano servire a riequilibrare le troppo differenze che oggi esistono nella scuola e a garantire la presenza di scuole (anche paritarie) in cui non ci sia omogeneità culturale e sociale, ma occasione di confronto tra diversi.
Un tema che è stato anche al centro della “Andemm al Dom”, visto che i partecipanti hanno contribuito, come ha spiegato il presidente dell’AGESC milanese Portioli, a dare vita ad alcune borse di studio per portatori di handicap le cui famiglie sono costrette a pagarsi spesso totalmente gli insegnanti di sostegno.

4 commenti su “UNA SCUOLA DI QUALITA’ PER TUTTI

  1. Anna Maria Contursi

    da docente di scuola secondaria PUBBLICA, orgogliosa di esserlo proprio in questo periodo di “vacche magre” e di attacchi più o meno palesi da parte di Ministri ed esponenti del Governo in generale, direi che la scuola paritaria è l’ultimo dei problemi e che le risorse, visto che sono così poche, andrebbero TUTTE utilizzate per garantire una scuola di qualità soprattutto a chi meno ha; a partire cioè dagli stranieri, da chi ha mamma e papà in difficoltà perchè hanno perso il lavoro, da chi ha figli in situazione di handicap etc.
    per i genitori ed i docenti cattolici che vogliono testimoniare la propria fede, quale occasione migliore che diventare il “sale” di quelle assemblee di classe ormai deserte, di quegli organi collegiali in cui non si dibatte più di nulla se non del calendario scolastico o di zaini pesanti, di quei Collegi Docenti in cui ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con “materiale umano” e dobbiamo giocarci la nostra professionalità anche se non ci pagano, in quelle classi dove i ragazzi non sono più in grado di studiare perchè “rincitrulliti” dalle Tv spazzatura di ogni genere e tipo?
    il PD ed i suoi esponenti dovrebbero riflettere e far riflettere partendo da concrete proposte per la scuola italiana ed il PD Lombardo dovrebbe prendere posizioni più radicali di fronte al palese squilibrio della dote scuola per chi frequenta la scuola pubblica e per chi frequenta la scuola privata!

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  2. Enrico

    Concordo pienamente con Anna Maria. La questione della parità scolastica viene presentata come un diritto inalienabile (sta tra i “Principi non negoziabili” anche questa, ricordate?) quando la scuola pubblica va letteralmente a pezzi. Con che faccia si propongono buoni per poter avvantaggiare i ricchi (o che si presumono tali), ma soprattutto le scuole private, che sono le reali destinatarie di questo trasferimento di risorse, mentre nelle scuole pubbliche i genitori sono costretti a fare loro stessi la manutenzione delle aule, e a pagare di tasca propria l’essenziale (dopo, si badi bene, aver già contribuito con le tasse)? È questa la democrazia? Dove finisce il diritto di TUTTI ad avere una buona istruzione? Dov’è la ratio di un trasferimento di risorse dalle scuole pubbliche a quelle private (perché è di questo che si tratta)?
    Ricordate, vi prego, quello che diceva Calamandrei (è un po’ lungo, ma vale la pena):

    http://it.wikisource.org/wiki/Roma,_11_febbraio_1950_-_Discorso_pronunciato_da_Piero_Calamandrei_al_III_Congresso_dell%27Associazione_a_difesa_della_scuola_nazionale

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  3. Francesca Lembi

    Gentile Fabio,
    anche io sono d’accordo con Anna Maria.
    Parlo da genitore cattolico che ha scelto per i suoi figli la scuola pubblica (e sottolineo la parola SCELTO) … ho la “fortuna” di vedere le cose da vicino (faccio parte del consiglio d’Istituto e sono presidente del Comitato dei Genitori) e mi rendo sempre più conto che quello che sta avvenendo oggi è l’affossamento della scuola italiana …
    L’istituto dei miei figli (come tutti gli altri d’altronde) ha centinaia di migliaia di euro di credito da parte dello Stato, soldi che non arriveranno mai, soldi che fanno si che, perché i bambini di una classe abbiano l’ora di inglese (materia che alla scuola primaria è obbligatoria) ad un altro bambino debbano essere tolte ore di sostegno, ore che per lui sono un diritto e una necessità; soldi che fanno si che le insegnanti non possono ammalarsi, perché se ciò accade le fondamentali ore di compresenza delle colleghe verrano meno, e successivamente i bambini verrano smistati in altre classi, ma non ci sono i soldi per le supplenze … potrei andare avanti con un sacco di esempi, ma non voglio tediarti di più.

    Mi chiedo allora se non sia necessario, prima di aiutare chi non può permetterselo, a mandare i propri figli nelle scuole private, se non sia necessario rimettere prima in sesto la scuola pubblica, permettere veramente ai singoli istituti di creare la propria “offerta formativa” dando loro però anche i mezzi per poterla poi attuare … Ci sono tante forme e possibilità per far questo, ma necessario che si faccia, se non vogliamo arrivare ad un sistema scuola come quello americano …

    La smetto qui

    Grazie per l’ascolto,

    Francesca

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