PRIMI PASSI

31 marzo 2010 di fabio pizzul

Intorno alla mia elezione si sta concentrando molta curiosità. Interviste, partecipazioni a dibattiti (ahimè il più delle volte inutili) televisivi, commenti vari…
Indubbiamente il cognome e le preferenze ottenute contribuiscono ad accrescere la possibilità di essere interpellato, ma spero che tutto non si fermi a questa prima superficiale ondata.
Il voto va analizzato ed è necessario offrire risposte ai segnali degli elettori.
Per quanto mi riguarda ho colto almeno due segnali importanti da quanto accaduto.
1. C’è grande bisogno di riannodare i fili con il territorio. I candidati che sono riusciti ad ottenere le preferenze necessarie ad essere eletti hanno costruito gran parte del loro risultato in provincia, nei territori dove, per storia personale o impegno concreto, hanno saputo costruire un consenso radicato. Pagherà molto, nei prossimi mesi, la capacità di non allontanarsi dalle zone più periferiche.
2. C’è gran voglia di incontrare persone disposte a “perdere” un po’ di tempo con la gente. L’indifferenza e l’apatia politica si vince solo creando relazioni con le persone. Non bastano le dichiarazioni a mezzo stampa o TV, non bastano i manifesti… Serve il dialogo e la voglia di confrontarsi con le persone. La Lega fa questo da tempo e con costanza e perciò gli elettori le perdonano tutto e continuano a votarla. E’ un lavoro faticoso, ma necessario.
Sono solo prime sommarie valutazioni e primi passi possibili.
Che ne pensate?

5 commenti su “PRIMI PASSI

  1. enrico ioli

    Mi sembra perfettamente condivisibile, giusto quello di cui abbiamo bisogno. Noi qui ad Arese abbiamo un grosso problema, rappresentato dall’accordo di programma Ex Alfa, come sai. Ora in consiglio regionale ci sono ben due consiglieri di Rho del PD, Cavicchioli e Borghetti, che hanno seguito da vicino negli anni scorsi e anche in campagna elettorale le vicende Ex Alfa, ai quali va aggiunto Mirabelli che ha impostato tutta la sua campagna elettorale denunciando le mancate promesse di Formigoni sull’AdP Ex Alfa. Poi, ci sei tu sul quale io (ma come me molti altri che ti hanno votato) conto molto perchè si smetta di fare campagna elettorale di tutto e si cerchi di risolvere sul serio i problemi, senza lasciare i temi della “buona amministrazione” e dei “comuni virtuosi” solo a chi non governa (grillini, movimenti, ecc.). Di una cosa abbiamo bisogno da subito, almeno io lo credo: trasparenza e informazione. Sugli sviluppi decisivi dell’Adp (2008-2009) i cittadini di Arese sono stati tenuti all’oscuro sia dalle amministrazioni di centro destra che da Penati e ce l’hanno rinfacciato in molti durante la campagna elettorale. Ora, dal Consiglio Regionale, abbiamo bisogno che voi ci teniate informati. In aprile dovremo ratificare l’ADP in consiglio comunale, ormai è pressochè blindato (salvo sorprese da Rho, dove pare che la Lega crei difficoltà). Poi si aprirà tutta la partita della viabilità e infrastrutture, che sono state stralciate dall’attuale accordo: qui i contatti tra noi DEVONO esserci, perchè sarà la regione a muovere le fila. Grazie di tutto, del tuo impegno e della speranza che mi hai dato!
    Ciao, buon lavoro.

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  2. claudia pasquali

    E’ proprio così! Posso segnalare due situazioni del mio quartiere, da tempo irrisolte, per le quali alla fine ho pensato di essere io una noiosa e un po’ fissata.
    1 – la scuola Media Musicale G. Negri (inserita nel comprensivo G. Calasanzio) prestigiosissima, riconosciuta da tutti come esempio di Buona Scuola, con partecipazioni innumerevoli e sempre di pregio con le sue 4 Orchestre…e senza sede! Attualmetne ospitata dal Liceo G. Galilei, senza auditorium, senza Palestra! da 3 anni attende che la vecchia sede abbattuta, venga ricostruita. Al suo posto in piazza Axum dietro allo Stadio, c’è un cumulo di macerie su cui è creciuto un mini boschetto. In molti si sono ineressati della vicenda, ma tutto tace, e i bambini e ragazzi del quartiere subiscno le conseguenze.

    2 – Via Paravia 3. Da 13 anni la Cascina che fa angolo con Via Don Gnocchi, è in stato di abbandono, pericolante più volte nelle pagine della cronaca, perchè occupata da comunità di extracomnitari, da malivitosi che trovavano riparo e organizzavano spacci di vario genere.
    Si tratta di un monumento storico, che è stato anni fa oggetto di un bellissimo progetto: avrebbe dovuto diventare un insieme di micro alloggi per gli ospiti autosufficienti dell’adiacente Fondazione Don Gnocchi…Prosperini, s’ prorpio lui, ce lo promise: sarà un luogo verde di aggregazione e un esempio per tutti!!! Vedere per credere…mi fa una tristezza e una rabbia tutte le volte che ci passo davanti. E ora si sta per costruire temo una sorta di gruppo residenziale con annessi e connessi negozi e siti commerciali.
    Grazie di tutto
    cp

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  3. MICHELE PAGANINI

    io sono d’accordo, oggi si nota una enorme distanza tra i problemi reali della gente e la politica. Ieri sera seguivo una trasmissione su antenna 3 e vi posso garantire che sia ai leghisti che a quelli del pdl, cominciano a chiedere il conto. E’ vero si è votato da 2 gg, quindi lasciamoli lavorare però ho sentito la gente che comincia già a protestare………quindi mi auguro che ci rimbocchi le maniche e si lavori sul serio
    Auguri di buon lavoro
    MICHELE PAGANINI

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  4. Giorgio Vallery

    Daccordissimo sulla necessità di riannodare e, magari, stringere saldamente i fili.Quanto alle persone disponibili a ” perdere tempo ” proprio all’interno del Decanato S. Siro di Milano ( dove, guarda caso, tra i tantissimi e, se mi è consentito, ben più gravi ed urgenti problemi
    di quelli, pur rilevanti, citati da Claudia Pasquali)abbiamo costituito
    una commissione per la responsabilità sociale con lo scopo di DISCERNERE
    l’origine e la natura delle questioni per poter affrontare, seriamente, percorsi condivisi di ricerca delle soluzioni. Perchè non provare a sperimentare, sul campo, insieme, un lavoro di questa natura?

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  5. Mario

    Il punto 2 è secondo me cruciale. L’impegno in politica è proposta e testimonianza valori, lavorare su temi comuni per il bene della Società, discernere, agire insieme, ecc. ecc. Ma tutto ciò, e ici bene, non può essere frutto dell’occasionalità.
    Soprattutto sul territorio e soprattutto sulle generazioni under 30.
    Ripensare la Società in funzione delle 100 cose che ti propone, sempre in modo dispersivo, disordinato, occasionale, consumistico. Il tempo sembra non esserci mai. e qui ci fregano.
    Fare di meno
    Fare meglio
    farlo INSIEME!

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