INDICAZIONI DI VOTO?

23 marzo 2010 di fabio pizzul

I quotidiani di oggi danno grande evidenza alla prolusione con cui il cardinal Bagnasco ha aperto i lavori della sessione primaverile del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana.
I titoli sottolineano concordi quella che viene definita come un’indicazione di voto del cardinale Presidente: i cattolici devono votare contro l’aborto.
Una semplificazione frutto della necessaria brevità tipica dei resoconti giornalistici, che non rende però ragione del fatto che il cardinal Bagnasco dedichi alle elezioni solo una decina di righe su 19 pagine di prolusione. D’altronde i colleghi giornalisti non attendevano altro che una parola sull’imminente voto regionale, tutto il resto non conta.
Non mi esercito nella stucchevole abitudine di commentare le parole del cardinal Bagnasco, altri politici lo hanno già fatto dimostrando in maniera bipartisan vuoi goffaggine e imprudenza, vuoi equilibrio e misura.
Preferisco riproporvi integralmente, facendo a mia volta una semplificazione, le poche parole in cui il Presidente della CEI parla dell’appuntamento elettorale:
“L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso
converrà trascurare. In esso si trasferiscono non poche delle preoccupazioni cui si è fatto
riferimento, giacché il voto avviene sulla base dei programmi sempre più chiaramente
dichiarati e assunti dinanzi all’opinione pubblica, e rispetto ai quali la stessa opinione
pubblica si è abituata ad esercitare un discrimine sempre meno ingenuo, sottratto agli
schematismi ideologici e massmediatici. C’è una linea ormai consolidata che sinteticamente si
articola su una piattaforma di contenuti che, insieme a Benedetto XVI, chiamiamo «valori non
negoziabili», e che emergono alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e
del senso comune. Essi sono: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a
qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte
naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul
matrimonio fra un uomo e una donna. È solo su questo fondamento che si impiantano e
vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di
impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e
volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare
quella organizzata. Si tratta di un complesso indivisibile di beni, dislocati sulla frontiera della
vita e della solidarietà, che costituisce l’orizzonte stabile del giudizio e dell’impegno nella
società. Quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più
debole?”
Indicazioni di carattere generale che spetta a elettori e politici trasformare in scelte concrete necessariamente parziali e opinabili. Il voto non è un quiz in cui esiste una risposta esatta e tutte le altre sono sbagliate. Il voto (così come l’azione politica) è una scelta guidata da una tensione verso valori che devono diventare scelte concrete e imperfette.
Per comodità vi allego anche l’intera prolusione
ProlusioneCEP22032010

7 commenti su “INDICAZIONI DI VOTO?

  1. Giorgio Bernardelli

    È solo alla luce della storia e delle scelte di “persone non negoziabili” che ha un senso il criterio dei “principi non negoziabili”.

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  2. Enrico

    A me la locuzione “principi non negoziabili” fa venire i brividi. Per un motivo molto semplice: in politica e in democrazia si negozia e si deve negoziare. Sempre. Se ci si rifiuta di negoziare o si impone dall’alto (avendo il potere – assoluto?) una scelta di parte trascurando la possibilità di renderla una scelta condivisa, e quindi efficace, oppure ci si arrocca sulla torre dei duri e puri e ci si preclude la possibilità di agire.
    E poi: il principio “non negoziabile” è estremamente astratto, e astrattamente viene presentato e declinato. La carne ed il sangue delle situazioni concrete, della miseria umana, della vita di tutti i giorni spariscono annientati dal fulgore del principio. Ma la vita è molto meno chiara e semplificabile: noi siamo fallibili e le nostre scelte opinabili ed imperfette. Ma sono queste che cambiano le cose.

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  3. grazia

    I cristiani sanno che la Legge non può essere più importante dell’uomo. Anche il Sabato era un principio non negoziabile, ma i miracoli più significativi Gesù li ha compiuti di sabato. Ciò non vuol dire che tutto è relativo, ma che il muro contro muro è l’opposto della politica. Fatti salvi i principi, bisogna mettersi in gioco per concretizzare nell’azione le belle teorie, avendo a cuore il bene comune, di tutti, non di una parte. Spesso è più facile arroccarsi nelle prese di posizione che dialogare per trovare soluzioni il più possibile condivise. Una democrazia vera, a mio parere, non è quella dove si impone il volere della maggioranza, perchè rischierebbe di mascherare un nuovo tipo di potere assoluto, appunto quello della maggioranza. Una democrazia vera è quella che sa rispondere ai problemi di tutti. Se fosse solo un’utopia i cristiani sanno, comunque, da che parte stare: dalla parte dei più deboli.

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  4. Mario

    Ho appena finito di leggere, caro Fabio ed hai ragione. Domanda spontanea: Discernimento, chi era costui? Purtroppo questo termine cade in disuso di fronte all’imperante hic et nunc. Tutto etichette, sogni e fast news. Non sono i tempi magisteriali. E soprattutto i contenuti.

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  5. DANIELE

    Valori o principi? Una piccola riflessione a partire da un articolo di Gustavo Zagebrelsky apparso su Repubblica nel 2008. Eccovene uno stralcio: “Che cosa sono i valori? Li si confronti con i principi. Principi e valori si usano, per lo più, indifferentemente, mentre sono cose profondamente diverse.
    Il valore, nella sfera morale, è qualcosa che deve valere, cioè un bene finale che chiede di essere realizzato attraverso attività a ciò orientate. Tra l’inizio e la conclusione dell’agire “per valori” può esserci di tutto, perché il valore copre di sé, legittimandola, qualsiasi azione che sia motivata dal fine di farlo valere. Le limitazioni e i condizionamenti sono un almeno parziale tradimento del valore limitato o condizionato.
    Il principio, invece, è qualcosa che deve principiare, cioè un bene iniziale che chiede di realizzarsi attraverso attività che prendono da esso avvio e si sviluppano di conseguenza. La massima dell’etica dei principi è: agisci in ogni situazione particolare in modo che nella tua azione si trovi il riflesso del principio. Chi si ispira all’etica dei principi sa di dover essere tollerante e aperto alla ricerca non della giustizia assoluta, ma della giustizia possibile, quella giustizia che spesso è solo la minimizzazione delle ingiustizie”.
    Stesso discorso lo si trova nelle parole del cardinal Martini:“Se è vero che i principi etici sono assoluti e immutabili, e l’azione politica deve sempre ispirarsi ad essi, è pur vero che l’azione politica non consiste di per sé nella realizzazione immediata dei principi etici assoluti, ma nella realizzazione del bene comune concretamente possibile in una determinata situazione”.
    Il cristiano è spinto in politico da principi e non da valori. Dovremo essere capaci di costruire più occasioni in cui si discuta e rifletta, veramente e concretamente, sui principi cristiani della dottrina sociale della chiesa (personalismo, solidarietà, sussidarietà e bene comune), occasioni di stimolo al senso dell’agire politico da cristiani. Mi sbaglio?

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  6. andrea

    Mi scusi, ma non la capisco? Come cattolico come fa ad essere capolista di una lista in cui è candidato l’avv. Vittorio Angiolini che ha assistito Beppino Englaro e che recentissimamente ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale per il riconoscimento del matrimoni tra gay? Sta fornendo un’insperata sponda politca all’esponente di un laicismo esasperato, senza ottenere maggiore stato sociale o accoglienza agli immigrati.

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  7. IL CASTORO

    Caro elettor che ti rechi alle urne
    che tra proposte assai varie discerne
    forse chi grida più forte ha ragione?
    dammi un minuto ancor di attenzione.
    C’è sempre qualcuno tra noi con il vizio
    di credersi capo del Santo Uffizio
    che dà sentenze sul mio candidato
    visto che Lui, si sa , è immacolato.
    Oh presidente rilassati un poco
    prendi un po’ d’aria, fai un bel gioco
    la mia speranza che vola nel ciel
    metterà un segno su Fabio Pizzul
    Il Castoro

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