RAGIONARE? CHE IMPORTA, MEGLIO URLARE

25 febbraio 2010 di admin

Ebbene sì. Doveva capitare anche a me. Dopo anni passati a Radio Marconi nel tentativo, per fortuna il più delle volte riuscito, di proporre dibattiti politici senza schiamazzi, urla e insulti reciproci, è arrivata la pena del contrappasso.
Quest’oggi, nei primi due dibattiti telvisivi della campagna elettorale, ho incrociato altri candidati, prima a Telenova (con l’amcio Pinuccio Del Menico), poi Tele Reporter (con l’altro amico Paolo Nizzola). I candidati erano, in rigoroso ordine alfabetico, Buscemi del Pdl, Pezzotta dell’UDC e Zanello della Lega.
Niente da dire su Pezzotta, vero signore un po’ a disagio con tempi super concentrati e non adatti a sviluppare un ragionamento articolato.
Gli altri due, partiti con ottime intenzioni di pacatezza, non appena hanno sentito qualche argomentazione critica nei confronti dell’operato della loro maggioranza, non hanno trovato nulla di meglio che mettersi a urlare accusando gli interlocutori di voler proporre disinformazione e ideologia.
Che fare? Rispondere per le rime e gareggiare a chi urla di più?
Forse un po’ sono cascato in questo tranello, ma ho preferito poi (non so se ci sono riuscito) zittirmi di fronte all’impossibilità di ragionare civilmente.
Non c’è che dire: mi sono trovato di fronte a dei veri professionisti dell’arroganza televisiva che va per la maggiore nei talk show televisivi in salsa elettorale.
Non mi sono divertito un granché e questo mi dispiace. Dispiace ancora di più pensare che da casa abbiano avuto l’ennesima dimostrazione di una bella politica pollaio. L’arroganza e la “bravura” nello snocciolare con baldanzosa sicumera dati su dati riguardo le prodigiose performances del centrodestra lombardo non si scoprono comunque oggi. Il trisGovernatore in corsa per il poker insegna.

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