PIU’ FAMIGLIE E MENO GHETTI

21 febbraio 2010 di admin

Rilancio volentieri un’affermazione del sociologo Maurizio Ambrosini, intervistato da Pino Nardi per il supplemento settimanale di Avvenire Milano 7 a proposito dei fatti di via Padova.
“Più famiglie e meno ghetti – dice Ambrosini – L’immigrato che delinque, come l’italiano, o che beve, che consuma sostanze, è in genere una persona sola. Chi vive in famiglia ha di solito nella vita familiare un fattore di normalizzazione, ha altro a cui pensare. Questo vale per gli italiani e molto per gli immigrati che non hanno neanche altri punti di riferimento e dispositivi di integrazione. Quindi bisognerebbe favorire i ricongiungimenti anziché ostacolarli come fanno le attuali politiche”.
Parole che non hanno bisogno di lunghi commenti e che ci dicono come, quando si parla di stranieri, è necssario pensare a persone e non solo a potenziali malviventi.
Rimane, al di là dei facili irenismi, il problema della casa. In una zona come via Padova gran parte degli immigrati passa moltissimo tempo in strada con tutto ciò che questo comporta in termini di allarme sociale e disagio relazionale. Le case in cui gli immigrati dormono (dire vivono spesso pare fuori luogo) sono stipate all’inverosimile, tanto che molti fanno i turni per mangiare. Un dato che va contro ogni possibile percorso di normalità, l’unico che può rappresentare una via d’uscita dalle tentazioni che portano all’illegalità e alla delinquenza.
Qualcuno dirà: “cacciamoli via e risolviamo il problema”.
Rimane il fatto che molti sono presenti regolarmente in città e che con i proclami si fa ben poca strada. Lo dimostra quanto accaduto negli ultimi anni.
Forse è tempo di immaginare veri percorsi di integrazione e di coinvolgimento di coloro, e sono la maggioranza, che tra gli stranieri non attendono altro. ?

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